Clocks-Coldplay

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lunedì 23 maggio 2011

J. W. Dunne: An experiment with time

 Il tempo in cui viviamo è solo un'illusione, un sogno.
Anonimo

L'ingegnere J. W. Dunne sviluppò una teoria del tempo dove considerava la nostra percezione del tempo similarmente alle note suonate su un piano. Avendo avuto un numero di sogni premonitori, decise di tenere traccia dei suoi sogni e trovò che contenevano eventi passati e futuri in quantità equivalenti. Da questo concluse che nei sogni riusciamo a sfuggire al tempo lineare. Pubblicò le sue idee in An Experiment with Time del 1927, cui fecero seguito altri libri.
Il punto di partenza per una analisi profonda delle caratteristiche della fisica e della realta' oggettiva non e' affatto preciso ne' definibile ma d'altronde la speculazione filosofica qualora venisse applicata al concetto di tempo ( anche qualora non vi fosse il supporto della conoscenza della teoria della Relativita' Generale ) porta alla identificazione di diversi quesiti, molto importanti! Il problema nasce dal porsi le domande seguenti: "Cosa e' il tempo." "Come si definisce una unita' di misura per esso (il tempo) prescindendo dalle conoscenze late della comune opinione." E' nel tentativo di dare in maniera rigorosamente fisica risposta a queste domande che ci si accorge di come vengano a cadere innumerevoli preconcetti di varia natura. Sostanzialmente il tempo cosi' come viene interpretato non rende la possibilta' di adoperarlo quale grandezza fisica! Ci si rende conto di come esso sia strettamente legato al concetto di spazio e poi alle onde elettromagnetiche ( nel caso in cui ci si rifaccia alla luce come a quel portatore di informazioni che raggiunge la velocita' limite ) e poi, come conseguenza, ai campi generati dalle altre forze conosciute e immediatamente ne rimette in discussione tutte le convizioni fino ad ora ritenute pacificamente consolidate!

giovedì 12 maggio 2011

Bryce DeWitt: il tempo non è la base dell'Universo

Dopo la teoria Einsteiniana, sembrava quasi scontato che il tempo rientrasse in quei parametri presenti nell'Universo che l'uomo non potesse controllare e che fossero un tutt'uno con la struttura dell'Universo. La "Teoria del tutto", da lungo inseguita da "Herr Doktor" e dai suoi allievi, quando fosse stata raggiunta, avrebbe dovuto presentare, tra i suoi parametri, anche il tempo. Sembra una cosa ovvia, ma Bryce DeWitt ha elaborato un modello che permette di prevedere la possibile mancanza del parametro tempo nella grande "Teoria unificatrice". Se fosse così, tutte le certezze che l'uomo ha accumulato fino a questo punto, tutte basate sulla forma a priori del tempo, crollerebbero assieme anche a tutti i sistemi fisici che dipendono dal tempo: eccetto la meccanica quantistica (in cui, per il principio di indeterminazione di Heisenberg, non possono coesistere allo stesso tempo posizione e tempo) e quella relativistica (in cui, essendoci il fenomeno della distorsione del tempo, basterebbe solo cambiare nome a quel parametro), tutti gli altri sono basati sul tempo dalle fondamenta (basti pensare alla meccanica classica, in cui tutte le grandezze cinematiche sono definite derivando il tempo). Attualmente, molti modelli sono stati elaborati, però nessuno di questi è in grado di raggiungere quell'obiettivo che a metà del XX secolo sembrava quanto mai vicino.

mercoledì 11 maggio 2011

Heidegger: il tempo dell'esserci

Vedo che sull'orologio sono le undici di sera. Dov'è qui il tempo? Sta nell'orologio? Si dice: il tempo viene esperito nel movimento delle lancette dell'orologio. Ma com'è allora, se l'orologio si è arrestato? Anche in tal caso, con l'arrestarsi dell'orologio, il tempo non è affatto svanito. Solo, non posso dire più che ora è.
Heidegger

Martin Heidegger è il filosofo di transizione tra il pensiero ottocentesco e quello novecentesco, quello in cui imponenti scoperti nel campo della fisica condizioneranno necessariamente anche il pensiero filosofico. Lo stesso Popper, nella sua epistemologia, descriverà il metodo dell'analisi scientifica e de facto sancirà l'inizio del pensiero legato a dati più "concreti". Il pensiero del "primo Heidegger" è estremamente complesso, però la sua idea di tempo può essere riassunta da alcune sue citazioni:

Poniamo il caso che con un orologio giungiamo nella foresta vergine da un appartenente alla tribù negra, che non ha mai visto un orologio, e gli mostriamo questa cosa. Vedendone il movimento, egli penserà che questa cosa sia viva. Per lui questa cosa non è un orologio, un cronometro. Certo ciò non significa che a quest'uomo sia estraneo il rapporto con il tempo.
 Heidegger
L'essenza dell'Esserci consiste nella sua esistenza.
Heidegger, Essere e tempo
L'autenticità dell'esserci è ciò che costituisce la sua possibilità d'essere estrema.[…] La fine del mio esserci, la mia morte, non è qualcosa per cui ad un certo momento un decorso continuo di colpo si arresta, bensì una possibilità di cui in ogni caso l'esserci sa: è l'estrema possibilità di se stesso, che egli può cogliere e fare propria come imminente. L'esserci ha in sé la possibilità di incontrare la propria morte come l'estrema possibilità di se stesso.
 Heidegger, Essere e tempo
Questo precorrere non è altro che il futuro unico e autentico del proprio esserci. Nel precorrere l'esserci è il suo futuro, e precisamente in modo da ritornare, in questo essere futuro, sul suo passato e sul suo presente. L'esserci compreso nella sua estrema possibilità d'essere, è il tempo stesso e non è nel tempo.
Heidegger

martedì 10 maggio 2011

S. Agostino e il tempo dell'anima

Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così, in buona fede, posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall'altra, ancora non è? In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato, in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere?
S. Agostino, Confessiones, XI, 14-18

DIZIONARIO
Anima (Italiano)
Soul (English)
Soul (Française)
Soul (Deutsch)
Alma (Espanol)
灵魂 (Línghún) (中文)

S.Agostino è un filosofo appartenente alla piena tradizione medievale e per questo inizia a distaccarsi dalle "scuole classiche di pensiero". Da notare che è in questi periodi che la religione cattolica inizia ad affermarsi con prepotenza nel Mediterraneo, in particolare in Italia. S.Agostino, in un clima quasi ascetico ed illuminato dalla "bontà divina" riesce a meditare sulla realtà delle cose ed in particolare una delle parti più importanti del suo pensiero è appunto la riflessione sul tempo. Il tempo non è altro che una costruzione del nostro animo: il passato, essendo il presente del passato, non ha consistenza e il futuro addirittura non si conosce. La presenza del tempo è innegabile nel nostro essere, però se ci portassimo al livello dell'assoluto (ovvero del Creatore), il tempo non avrebbe significato essendo Dio immutabile ed eterno. Prima di tutto per definizione non esisteva nemmeno il tempo, quindi è stato creato assieme allo spazio e (coerentemente con quanto riferiscono i testi sacri) verrà distrutto col giudizio universale.

giovedì 5 maggio 2011

Bergson: tempo e durata

Quel che si trova nell'effetto era già nella causa.
Bergson, L'evoluzione creatrice

È il limite indivisibile che separa il passato dall'avvenire.
Bergson
Il presente non contiene altro che il passato; così, ciò che si scopre nell'effetto si trovava già nella causa.
Bergson

Il tempo diventa durata
Henri Bergson è uno dei massimi teorizzatori del tempo nella filosofia contemporanea. Il suo pensiero, criticato da molti uomini di scienza, è stato una pietra miliare cui hanno fatto riferimento numerosi filosofi e letterati. Secondo il filosofo francese il tempo è diverso da quel che lui chiama "durata". Il tempo è quello misurato dalla fredda scienza e lo paragona alla collana di perle, formata da pezzi tra loro tutti uguali; mentre la durata è ciò che noi percepiamo internamente del tempo e la paragona ad una valanga o a un gomitolo di lana.

mercoledì 4 maggio 2011

Nietzsche: L'eterno ritorno

Tutto considerato, caro amico, d'ora in poi non ha più senso parlare e scrivere su di me, ho passato agli atti per la prossima eternità la questione «chi io sia» con l'opera che sto pubblicando, "Ecce Homo ". D'ora in poi non bisognerà più curarsi di me, bensì delle cose per cui io esisto.
Nietzsche, Lettera a Carl Fuchs, 27/12/1888
Io vi insegno l' oltreuomo. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l'uomo? Che cos'è per l'uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l'uomo per l' oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.
Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Friedrich Nietzsche è probabilmente la figura più enigmatica, controversa, folle ma allo stesso tempo brillante della storia della filosofia. Il suo pensiero, strutturato in 4 periodi che coincidono con esperienze personali (per le quali si rinvia al saggio storico redatto da Rudiger Safranski), termina con l'ultimo periodo, quello considerato da molti il più difficile da interpretare, in cui espone le sue teorie del nichilismo e dell'eterno ritorno. 
 La misura della forza del cosmo è determinata, non è “infinita”: guardiamoci da questi eccessi del concetto! Conseguentemente, il numero delle posizioni, dei mutamenti, delle combinazioni e degli sviluppi di questa forza è certamente immane e in sostanza “non misurabile”; ma in ogni caso è anche determinato e non infinito. È vero che il tempo nel quale il cosmo esercita la sua forza è infinito, cioè la forza è eternamente uguale ed eternamente attiva: fino a questo attimo, è già trascorsa un’infinità, cioè tutti i possibili sviluppi debbono già essere esistiti. Conseguentemente, lo sviluppo momentaneo deve essere una ripetizione, e così quello che lo ha generato e quello che da esso nasce, e così via: in avanti e all’indietro! Tutto è esistito innumerevoli volte, in quanto la condizione complessiva di tutte le forze ritorna sempre
Nietzsche, Frammenti postumi

La teoria dell'eterno ritorno, dunque, ammette la ciclicità temporale come sua necessità: dunque, il tempo si ripete, l'uomo può averne percezione soggettiva (nella misura in cui ci riferissimo all'esatta consistenza degli stessi) ma, in generale, gli eventi si ripresentano nella medesima forma.

domenica 1 maggio 2011

Marx: materialismo storico, l'orologio al centro del mondo industriale

Nel marxismo il male è tutto dentro la storia, che è storia della lotta di classe.
Gaspare Barbiellini Amidei
Karl Marx, teorizzatore di una nuova cultura economica, politica e sociale, è senz'altro da considerarsi tra le figure di spicco nell'intervallo di tempo che separa Kant a Nietzsche, Heidegger ed in generalie alla filosofia novecentesca. Tralasciando le teorie politiche ed economiche (che comunque riguardano argomenti non attinenti al contesto di questo blog), nelle sue teorie sociali Marx considera l'evoluzione umana come un passaggio di stadi (in particolare 7) e che ognuno di questi viene causato da enormi moti di agitazione che stravolgono i ruoli sociali (come, in effetti, era accaduto poco tempo prima in Francia). Dunque, la storia è in parte ciclica, è destinata a ripetersi: visto ciò, necessariamente è possibile anche prevedere il futuro relativamente immediato (cosa che, in effetti, fa). 
NOTA: Nella teoria economica esposta nel Capitale egli getta le basi del mondo industriale che, però, è già nel capitalismo. Il simbolo del lavoro in fabbrica diventa l'orologio in quanto scandisce le azioni umane. Marx propone un sistema economico in cui la produttività risulta aumentata e il lavoratore spende meno energie fisiche, lavora meno tempo e guadagna relativamente di più: questo verrà preso in considerazione solo in parte.

Kant: il tempo è una forma a priori

Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo. La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.
Kant
 Il tempo è l'intuizione di noi stessi e del nostro stato interno.
Kant

Immanuel Kant è indubbiamente uno dei protagonisti della storia della filosofia. La sua vita, le sue abitudini, il suo pensiero sono un emblema e quasi la sponsorizzazione della filosofia mondiale. Egli, infatti, ha istituito un sistema filosofico senza eguali e imitato (ma con scarsi risultati) da molti. Tutto il suo pensiero si articola in tre punti: Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica e Critica del giudizio. Nella Critica della ragion pura egli definisce spazio e tempo come forme a priori, ovvero come qualcosa che ci è già dato, come qualcosa in cui noi siamo, come qualcosa con le quali tutte le nostre impressioni sensibili devono necessariamente entrare in contatto. 
Sinteticamente:
  1. Nessuno - egli afferma - può pensare a un "prima" e a un "dopo" se non accetta l'idea che esiste una realtà, il tempo, che gli permette di farlo.
  2. Senza tempo non esistono i fenomeni; senza fenomeni invece il tempo sussiste tranquillamente.
  3. Il tempo ha una sola dimensione - dice Kant - e i diversi tempi non sono insieme ma successivi (come diversi spazi non sono successivi ma insieme).
  4. Il tempo - dice Kant - non è un concetto universale ma una forma pura dell'intuizione sensibile, che lo percepisce come un insieme.
  5. L'infinità del tempo unico è a fondamento delle quantità determinate di tempo, scrive Kant. Quella infinità può essere solo intuita, mentre queste quantità possono essere comprese in maniera concettuale.

giovedì 28 aprile 2011

Leibniz e la critica a Newton

Il presente è gravido dell'avvenire
Leibniz

La monade Leibniziana
Gottfried Wilhelm Von Leibniz è stato filosofo e matematico, contemporaneo di Newton. Tra i due nacque una diatriba in merito alla paternità del calcolo infinitesimale (sembra infatti che Newton fosse giunto per primo alla sua strutturazione ma Leibniz fu il primo a pubblicarne i risultati). Da qui tra i due ci fu una profonda rivalità acuita anche dalla differente concezione di struttura della realtà e, uno di questi punti, è appunto la concezione di tempo. Leibniz, infatti, ha ripreso e rafforzato la struttura del tempo aristotelica e l'ha applicata alle sue monadi: il tempo e lo spazio sono apparenze di una realtà che si manifesta in modo diverso rispetto a come è veramente, lo spazio non è tridimensionale, il tempo non è necessariamente continuo e uniforme ma, anzi, potrebbe anche essere una costruzione mentale umana che vede come continui momenti che potrebbero tranquillamente essere separati.

lunedì 25 aprile 2011

Galilei, Newton e l'oggettività del tempo

Non so come io appaia al mondo, ma per quel che mi riguarda mi sembra di essere stato solo come un fanciullo sulla spiaggia che si diverte nel trovare qua e là una pietra più liscia delle altre o una conchiglia più graziosa, mentre il grande oceano della verità giace del tutto inesplorato davanti a me
Newton, Philosophiae Naturalis Principia Mathematicae

Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.
Galilei

Queste due citazioni racchiudono la mentalità con la quale questi due "giganti" hanno indagato le leggi del moto dei pianeti (e non solo!). Infatti, un parametro che i due hanno in comune è la reciproca concezione di tempo: il tempo non è un’intuizione interiore della coscienza, ma una dimensione oggettiva della realtà che costituisce, insieme allo spazio, un parametro misurabile del movimento. La prima parte è contraria alla morale umanistico-rinascimentale e la seconda si riferisce alla misurazione del tempo in base allo spazio: nessuno, prima di loro, aveva mai provato a spiegare un fenomeno filosofico con la fisica (anche se il fenomeno inverso era stato sperimentato da epoche remote). Il mondo scientifico e filosofico non erano ancora maturi per accogliere certe idee e, per questo, nell'immediato non venne dato molto peso a questa concezione di tempo.

Il tempo nel Rinascimento

Due sono i tratti salienti della cultura rinascimentale che incidono sulla speculazione Metafisica: l'inquietudine spiriruale e la laicizzazione della cultura.
Battista Mondin

Il Rinascimento: l'uomo diffonde su larga scala il sapere
Proprio come detto dal Mondin, il Rinascimento è stato caratterizzato da un'inquietudine spirituale: l'uomo veniva posto al centro del Mondo in cui viveva (Homo faber fortunae suae), ma viene posto anche di fronte alla grande responsabilità di essere lui stesso la causa della sua vita. Tutto ciò ha portato a far quasi collimare il suo microcosmo con il macrocosmo: il tempo, dunque, non è altro che un elemento del macrocosmo che l'uomo deve sottomettere alla propria volontà e, dunque, è un parametro controllabile nella vita di tutti i giorni. Questa è la concezione comune di tutti i filosofi umanistico-rinascimentali (ma fino alla prima metà del '500!).

domenica 24 aprile 2011

S. Tommaso e il concetto di causa efficiente

Come gli occhi della nottola sono abbagliati dalla luce del sole che non riescono a vedere, ma vedono bene le cose poco illuminate, così si comporta l'intelletto umano di fronte ai primi principi, che sono tra tutte le cose, per natura, le più manifeste.
S. Tommaso

 S. Tommaso è uno dei fondatori del pensiero del cristianesimo. Vissuto all'epoca di S. Agostino, ha illustrato, nelle sue opere, le 5 vie per dimostrare l'esistenza di Dio e una di queste (la seconda) fa particolare riferimento al concetto di tempo. Ex ordine causarum efficientium, ovvero dalla causa efficiente, indica che tutto ciò che è presente nel nostro microcosmo è diretta conseguenza di qualcos'altro. Procedendo, dunque, a ritroso in questo modo, è possibile per noi giungere alla creazione del Mondo, che è stata operata da un essere necessariamente trascendente che (per definizione) è conseguenza solo di se stesso. Proprio per questo motivo, il tempo, secondo, S. Tommaso, è eterno: è legato alla creazione eterna di Dio.


Plotino e i Neoplatonici: il tempo è soggettivo

Lo Spirito, invece, è tutto; Egli serra in sé la universalità delle cose, immobilmente, allo stesso posto; ed Egli è, unicamente; e questo è è sempre; il sarà non ci sarà mai; ed anche nell'allora Egli è, poiché non v'è neppure il passato: non vi è certo lì una qualche cosa che sia trascorsa, ma tutto vi persiste immobile, perpetuamente, poiché è identico ed ama, per così dire, che il suo essere duri in quello stesso stato.
Plotino, Enneadi V, 4

Plotino è l'elemento più rappresentativo di una corrente filosofica detta "Neoplatonismo". Come suggerisce il nome, infatti, vengono riprese ed affrontate tematiche presenti nel pensiero platonico e, secondo alcuni parametri, talvolta estremizzate. Il "filosofo dell'uno" (come sarebbe passato alla storia) affronta dunque anche la tematica del tempo. Secondo lui e, più in generale, i neoplatonici, il tempo è una realtà soggettiva e non ha ragione d'essere di per sè e a priori (se noi non esistessimo, infatti, con quale pretesa il tempo dovrebbe esistere?). Il tempo, dunque, altro non è che una costruzione artificiale dell'uomo atta a misurare lo svogimento di certe sue "azioni". Se, infatti, ci sollevassimo al mondo dell'intelliggibilità, in quanto tutto perfetto e dantescamente "immobile", il tempo, anche forzandone una sua rappresentazione, sarebbe del tutto inutile perchè non misurerebbe alcunchè. Visto che l'Universo in cui viviamo è formato da elementi strutturali che sono gli unici che l'uomo non possa costruire, il tempo è stato "creato" dopo l'Universo dall'uomo e per questo, visto che l'uomo è una creatura imperfetta, tutto ciò che crea è imperfetto.

sabato 23 aprile 2011

Parole connesse: Ricordi

DIZIONARIO:
Ricordo (Italiano)
Memory (English)
Rappelez-vous (Française)
Erinnen (Deutsch)
Recuerdo (Español)
记得 (Jìde) (中文)


Citazioni:
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.
Licia Troisi
L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti. 
Cesare Pavese
La speranza è una memoria che desidera, il ricordo è una memoria che ha goduto. Quale bella esistenza nell'esistenza ci fa così il pensiero!
Honorè de Balzac
 La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
Gabriel Garcia Marquez 

I ricordi non sono altro che i "resti" del nostro passato, ovvero quanto ci resta del nostro personalissimo passato (inteso come vita vissuta). Sul "ricordo" è sempre esistita la speculazione filosofica: sono la nostra attuale identità, sono lo specchio della nostra anima, sono demoni del passato che ci inseguono anche nel presente. In realtà, i ricordi sono frammenti del nostro passato che ci hanno in qualche modo colpito o che hanno contrassegnato momenti fondamentali della nostra esistenza.
I ricordi sono voli brevi, barbaglianti: ma il pipistrello che hai abbattuto è la realtà.
Giorgio Saviane

Quando più niente sussiste d'un passato antico, l'odore e il sapore lungo tempo ancora perdurano
Proust
Link correlati:

martedì 12 aprile 2011

Sofisti 2: Gorgia e il nichilismo

Nulla è.
Se anche qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile.
Se anche qualcosa fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile agli altri.
Gorgia
DIZIONARIO
Relativismo (Italiano)
Relativism (English)
Relativisme (Française)
Relativismus (Deutsch)
Relativismo (Español)
相对主义 (Xiāngduì zhǔyì) (中文)

Gorgia è colui che ha spinto all'estremo la concezione di sofismo. Grazie alle parole, è riuscito a costruire un pensiero che attualmente definiremmo "nichilistico" in quanto nega la possibilità che la realtà che abbiamo davanti agli occhi possa essere minimamente simile alla vera essenza delle cose. Il suo pensiero è fondato sui tre assiomi sopra menzionati: a partire da essi, nel suo "Sul non essere o sulla natura", ha affermato l'impossibilità dell'esistenza dell'essere: sei infatti fosse, dovrebbe essere eterno e ingenerato.
Se fosse eterno, allora non avrebbe principio, cioè sarebbe infinito, cioè nessun luogo potrebbe contenerlo: ma se non può essere in nessun luogo, non esiste.
Visto che però l'Essere è nel tempo, visto che non è e visto che, se fosse, sarebbe eterno come il tempo stesso, non si ha più la garanzia dell'eternità del tempo o della sua limitatezza ma si aprono le strade verso una possibile negazione dell'esistenza del tempo.
Link esterni:

lunedì 11 aprile 2011

Sofisti 1: Protagora e l'inutilità del dibattito sul tempo

Intorno ad ogni oggetto ci sono due ragionamenti contrapposti.
L'uomo è misura di tutte le cose.
Protagora
DIZIONARIO
Dialettica (Italiano)
Dialectic (English)
Dialectique (Française)
Dialektik (Deutsch)
Dialéctica (Español)
辩证 (Biànzhèng) (中文)

Nel periodo dell'ultimo Aristotele, in Grecia si affermò una corrente di pensiero filosofico che si basava essenzialmente sull'uso della parola: tramite essa era possibile dimostrare tutto. Aristotele si scagliò contro i Sofisti definendoli ingannatori in quanto servi dei sillogismi.
Il padre della sofistica è certamente Protagora. Costui affermava che sarebbe risultato superfluo avviare discorsi intorno a qualunque cosa in quanto, tramite la parola, si sarebbero potuti facilmente contrapporre pensieri opposti, i quali sarebbero potuti anche risultare entrambi corretti. In particolare, non è necessario comprendere le origini di ciò che ci è essenziale e che è costantemente sotto i nostri occhi: sarebbe solo uno spreco di tempo.
Link esterni:

domenica 10 aprile 2011

Aristotele: il tempo è finito e continuo

Questo, in realtà, è il tempo: il numero del movimento secondo il prima e il poi
Aristotele
DIZIONARIO
Finito (Italiano)
Finished (English)
Finis (Française)
Fertig (Deutsch)
Terminado (Español)
完成 (Wánchéng) (中文)

Aristotele considera strettamenti connessi spazio e tempo. Gli attributi di uno sono anche dell'altro. Egli considera il tempo non come qualcosa di incommensurabile e dunque infinito, bensì finito (se esistiamo prima o poi ci deve essere stato un inizio, se c'è inizio ci sarà fine) ma che si può dividere all'infinito e dunque come qualcosa in costante flusso o meglio movimento. Qui troviamo una delle prime affermazioni riguardo al continuum del tempo-spazio.

Link esterni:

sabato 9 aprile 2011

Platone: il tempo è immagine

"Il tempo è immagine mobile dell'eternità"
Platone

DIZIONARIO:
Caos (Italiano)
Chaos (English)
Chaos (Française)
Chaos (Deutsch)
El caos (Español)
混乱 (Hǔnluàn) (中文)

 
La concezione che ha Platone del tempo non si discosta molto da quella di Parmenide; però, assume particolare rilievo nella sua filosofia il ruolo di demiurgo nel "Timeo". Tale artigiano plasma la materia sottoposta a caos (chora)  nel tempo e nello spazio in modo che siano simili ai modelli del mondo delle idee (iperuranio).
L'essere secondo Platone è formato da due estremi (il non essere e il regno delle idee) separati da numerosissimi stadi intermedi.

venerdì 8 aprile 2011

Socrate: il tempo non è

“Il Fatto é che Socrate, in quanto filosofo, non ammette l’esistenza del Tempo Assoluto, per lui il Tempo é una Astrazione Mentale, non esiste.
Il Passato non è più, il Futuro non é ancora, il Presente, come separazione di due cose che non esistono, come fa ad esistere?
Potete farmi un esempio di qualcosa che è accaduto in questo momento?
Se io produco un rumore, si può dire che l’ho fatto “adesso”?
No! Perché nel momento che tu lo pensi il rumore é già accaduto! Quindi il rumore é “passato”
(Luciano De Crescenzo – 32 Dicembre) 
DIZIONARIO
Passato (italiano)
Past (English)
Passè (Française)
Pasado (Español)
Vergangenheit (Deutsch)
过去 (Guòqù) (中文)
Praeteritum (Latino)

Premessa: Attualmente non si possiedono manoscritti dello stesso filosofo, bensì tutto il suo pensiero è stato raccolto in libri da un suo discepolo, Platone.
Cos'è il tempo? Socrate avrebbe risposto: "Il tempo è una pura astrazione mentale umana, in quanto sensazione dell'uomo per lui fortificante benchè inesistente".
Il tempo è un concetto filosoficamente così difficile da trattare che lo stesso filosofo di Atene ritiene non dover esistere. Secondo il conosci te stesso, la maieutica e il metodo socratico in generale, tutte le conoscenze sono già presenti dentro di noi: non resta altro che "scoprirle".
La stessa cosa per il tempo: il passato è ormai lontano, il futuro non si conosce, e il presente? Non si riesce a definire in quanto l'uomo lo vive ma non si esprime a parole.

martedì 5 aprile 2011

Parmenide: l'eternità dell'essere

... Essendo ingenerato è anche imperituro, tutt'intero, unico, immobile e senza fine. Non mai era né sarà, perché è ora tutt'insieme , uno, continuo. Difatti quale origine gli vuoi cercare? Come e donde il suo nascere? Dal non essere non ti permetterò né di dirlo né di pensarlo. Infatti non si può né dire né pensare ciò che non è. … L'essere come potrebbe esistere nel futuro? In che modo mai sarebbe venuto all'esistenza? …. 
(Parmenide, I presocratici, p. 275)
DIZIONARIO
Eterno (Italiano)
Eternal (English)
èternelle (Française)
Eterna (Español)
Ewig (Deutsch)
永恒 (Yǒnghéng) (中文)
Eternum,i (Latino)

L'Essere secondo Parmenide
Parmenide è stato uno dei più grandi maestri della filosofia presocratica. Egli, basandosi sul principio di non contraddizione, E' stato il primo filosofo a delineare la figura dell'Essere basandosi non più su ipotesi cosmologiche bensì su un metodo razionale; in particolare, egli ha affermato, nel suo Poema sulla natura, che l'Essere è eterno: non avrebbe senso affermare che l'essere prima è e poi non è più. Quindi, quest'Ente al di sopra di tutto e di tutti viene paragonato ad una sfera, in quanto uguale nello spazio e nel tempo, finito ma in apparenza infinito per chiunque vi si trovi dentro Nel XX secolo la concezione parmenidea di Essere è stata ripresa con argomentazioni scientifiche da Einstein il quale ha immaginato una curvatura più o meno omogenea dello spazio-tempo; per cui non viviamo in un Universo sconfinato bensì sferico in cui non ci rendiamo conto della curvatura delle traiettorie.

Link esterni: